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„ Massimo Rocchi, comico in corpo „

Come molti comici, Massimo Rocchi scelse il teatro per vincere la timidezza. Erano gli Anni Settanta dell’adolescenza e del liceo a Cesena. La terapia del palcoscenico funzionò al punto da indicargli la via di quella che sarebbe stata la passione, oltre che la professione, della vita. E siccome la passione non conosce confini, lasciò ben presto la provincia romagnola per raccogliere le sfide nel mondo largo. Bologna dapprima, per il corso D.A.M.S. dell’università e per l’Accademia di Arte drammatica. Poi Parigi, nelle scuole di Etienne Decroux e Marcel Marceau. Voleva, allora, essere un mimo e si era scelto i maestri massimi.
Sensibile all’offerta culturale interdisciplinare, dovette amaramente confessare a se stesso vedendo il “Moonwalker” di Michael Jackson: “Il mimo è morto”. E tuttavia, tradendo il proprio pensiero profondo, si cimentò comunque, come fosse un tributo doveroso al primo amore. Anche fosse stata vera la sua convinzione apodittica, fece risorgere il mimo con spettacoli interamente auto-prodotti che gli diedero la prima notorietà.
La ricerca artistica non conosce mai un punto d’approdo. La sua sete di nuove esperienze fece transitare Massimo Rocchi dal mutismo alla parola. Negli Anni Novanta, ormai cittadino europeo in quella Svizzera che si declina in tre lingue, la curiosità verso i differenti idiomi del nostro Continente lo portò a studiare la ricetta per ridurre la Babele a sincretismo. Performance in tedesco, francese, italiano, spagnolo, inglese a mescolare saggezza e rottura di stereotipi nei teatri di diversi Paesi. Per una poetica originale che lo porta a confrontare la sua oralità e e il suo corpo con il pubblico. Ma se Rocchi è il frontman e mette letteralmente la faccia, non va dimenticato il lavoro collettivo che precede la messa in scena del Team Massimo, composto da un gruppo di persone con competenze e saperi diversi, accomunate dal piacere di condividere obiettivi e valori non solo artistici ma di vita. Ogni idea nasce da questo fruttifero scambio così come la realizzazione è il risultato del lavoro d’insieme.
Leggerete, in altre pagine del sito, tutte le tappe di una carriera fortunata, poliedrica e sempre in evoluzione lunga ormai quasi quarant’anni. Senza mai la postura di chi si sente arrivato. La riprova? Massimo Rocchi, passati i sessanta, torna tra i banchi di scuola. Allievo tra gli allievi. Nell’umile consapevolezza dei grandi che anche dalle giovani generazioni perciò inesperte c’è più da imparare che da insegnare.
Gigi Riva

(Vanessa per il team Massimo Rocchi)